
«Questi eravamo noi una volta.
Stava piovendo, e i miei erano usciti in
macchina. Ai tuoi cos'è successo? La notte ti sento piangere.. sogni i tuoi
genitori? È per questo che distruggi tutto, e che mi spingi?...
La
nostra famiglia è piccola, e non ci sono giocattoli; ma se vuoi, tu puoi farne
parte.
Sarai il nostro bambino, e ti cresceremo con amore. Ohana
significa
Famiglia: Famiglia significa che nessuno viene
abbandonato.
Ma sei vuoi andartene, puoi farlo.
Io mi
ricorderò di te. Io ricordo tutti quelli che
se ne vanno.»
Alcune cose non riesco proprio ad esprimerle.
Scrivo,perchè a parole mi sembra di ridurre tutto in futili rumori.
Vorrei poter sentire di nuovo il tuo profumo,e poter affondare il naso nel tuo collo.
Vorrei sentire la tua risata,che eccheggia tra le foglie.
Mi manca il tuo sorriso,così dolcemenete imperfetto.
Ma quel sorriso contagioso,che mette di buon uomore.
Alcune volte rimango ferma a guardarlo,e mi stupisce ogni volta.
Sembra che ogni battito del mio cuore sia per lui.
Per non parlare dei tuoi capelli.
Adoro immergere le mie dita in quella chioma incolta.
Era un collegamento,due corpi estranei che si riconoscono.
Amavo anche le tue labbra.
Erano così carnose,perfette.
Amavo soprattuto il loro sapore,e il mondo in cui si posavano dolcemente sulle mie.
Adoravo anche la tua lingua,e i nostri scambi di saliva.
Quei piccoli assaggi di paradiso.
Duravano una decina di secondi,e il cuore si bloccava.
Le bocche unite,le lingue incorciate,gli occhi chiusi e i respiri affanati.
Adoravo il mondo in cui le tue dita trovavano sempre il modo di intrecciarsi con le mie.
Amavo le tue carezze,a volte sfrontate,ma sempre rigorosamente dolci,e talvolta timide.
Quando le tue mani scivolavano sui miei fianchi,un'altra cosa che adoravo.
Poi c'era il tuo respiro,regolato dal tuo battito cardiaco,non lo si può ignorare.
Mi ero innamorata anche del modo perfetto in cui la mia testa riusciva sempre a incastrarsi perfettamente nell'incavo del tuo collo,e quando il tuo braccio si accoccolava timidamente sulla mia spalla,e tu mi tenevi stretta a te.
E poi c'erano gli occhi.
Il mio angolo di paradiso.
Castano,un castano intenso.
E' buffo,avevo passato una vita ad odiare gli occhi castani,''non erano abbastanza intensi''.
Ma poi avevo trovato i tuoi.
Erano una frusta,sapevano annientarmi.
Non riuscivo minimamente a spiegare le emozioni che mi suscitavano.
Amavo ogni loro piccola particella,ogni sfumatura di verde.
Adoravo l'allegria che riusciavno ad esprimermi,e il modo in cui brillavano.
Ma poi c'erano quegli istanti,in cui i nostri occhi si incrociavano.
Rimanevano in contatto per diversi secondi.
Poi distoglievamo lo sguardo.
Era magico,lì per lì magari non ci facevo caso.
Ma quando vengono a mancarmi,quei pochi secondi erano importanti.
Avrei potuto scrivere libri su di lui,su quanto mi mancasse,su quanto il mio cuore batesse forte ogni volta che lo vedevo,su come mi sentivo quando l'abbracciavo, o su quanto il suo profumo mi inebriasse.
Oggi è andata così, ho scritto.
Domani,chissà... Claire.©